Geni o stile di vita? Quando la salute del cuore è scritta nel DNA

Alimentazione, fumo, obesità, diabete, ipertensione e sedentarietà: i fattori che possono portare a un aumento del colesterolo nel sangue sono molti e molto diversi fra loro. A volte, però, l’ipercolesterolemia non è né una questione di stile di vita né la conseguenza di una malattia. Anche i geni possono aumentare il colesterolo nel sangue. E’ il caso dell’ipercolesterolemia familiare, una condizione ereditaria che porta a un accumulo del cosiddetto colesterolo “cattivo”, aumentando così i rischi per la salute del cuore.

Linea encefalogramma con cuore e DNA

Un disturbo nascosto nel DNA

Alla base dell'ipercolesterolemia familiare c'è un difetto del cromosoma 19 che impedisce all'organismo di eliminare il colesterolo “cattivo” dal sangue . Per avere a che fare con le conseguenze di questo difetto genetico è sufficiente ereditarlo da uno dei genitori. Se però il difetto è trasmesso sia dal padre che dalla madre le conseguenze della sua presenza sono più gravi . L'accumulo di colesterolo cattivo aumenta infatti il rischio di aterosclerosi, ovvero la formazione di placche nella parete dei vasi sanguigni che mette in pericolo la salute cardiovascolare.

Un'azione mirata alla riduzione del rischio

A volte è inevitabile dover ricorrere all'assunzione di farmaci. Tuttavia anche quando il colesterolo alto è un problema scritto nel DNA – e anche nel caso in cui si stiano assumendo medicinali – agire sullo stile di vita resta fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare. I fattori cui prestare attenzione sono proprio l'alimentazione, l'attività fisica e il fumo. I benefici che si possono ottenere dipendono dalla gravità iniziale dei problema e da quanto si sarà diligenti nel seguire le indicazioni fornite dal medico sia in termini di cambiamento dello stile di vita che nell'eventuale terapia farmacologica. Solo in casi molto gravi potrebbero essere necessari interventi medici per rimuovere il colesterolo in eccesso. Negli altri casi buona volontà e farmaci sono le armi migliori per tenere a bada il problema.

I contenuti diffusi dal sito Danacol e i risultati dei test proposti hanno valenza generica: la valutazione di situazioni di rischio cardiovascolare non può prescindere dal parere del proprio medico.

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