Colesterolo alto, l’attività fisica ha controindicazioni?

Quando si parla di strategie per mantenersi in salute è inevitabile che il discorso finisca per coinvolgere l’attività fisica. Cosa fare però quando si ha già a che fare con dei problemi di salute? In quali casi l’esercizio è controindicato?
Immagine rappresentativa di una sana alimentazione, dell'attività fisica e il loro legame con il colesterolo

Un'arma contro il colesterolo

La domanda è lecita anche quando ad entrare in gioco sono le concentrazioni di colesterolo nel sangue. In realtà l'esercizio è considerato un'arma per migliorare i livelli di colesterolo, soprattutto per aumentare il cosiddetto colesterolo HDL, la forma “buona” che aiuta a mantenersi in salute. Tuttavia quando si ha a che fare con un elevato rischio cardiovascolare è necessario fare un attento bilancio tra i rischi e i benefici dell'attività fisica che si vorrebbe praticare, valutando con l'aiuto del proprio medico l'esistenza di eventuali controindicazioni.

In genere quando livelli elevati di colesterolo non sono associati alla diagnosi di una patologia o di un disturbo cardiaco l'attività fisica non è controindicata. La scelta migliore è praticare un esercizio aerobico di intensità moderata. Per mantenersi in forma ne bastano 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana, e per garantirseli non è obbligatorio iscriversi in palestra: vanno bene anche semplici camminate a passo sostenuto, tali da far sudare un po' e aumentare la frequenza cardiaca e quella del respiro senza però creare affanno.

Un parere importante

Per chi soffre di alcuni disturbi cardiovascolari l'esercizio può però essere pericoloso. Data l'esistenza di queste possibili controindicazioni è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico prima di iniziare a praticare una nuova attività fisica. Una volta ricevuta l'approvazione, seguendo i suoi consigli sarà possibile cercare di migliorare i livelli di colesterolo nel sangue anche grazie all'esercizio.

I contenuti diffusi dal sito Danacol e i risultati dei test proposti hanno valenza generica: la valutazione di situazioni di rischio cardiovascolare non può prescindere dal parere del proprio medico.

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