I cibi che influenzano il colesterolo buono

Anche se spesso viene visto come un nemico assoluto non tutto il colesterolo è da considerare cattivo, e se le cosiddette LDL devono sempre rimanere al di sotto di una soglia massima (100 mg/dl), e le HDL– il cosiddetto colesterolo buono – che aiuta invece a proteggere la salute cardiovascolare, deve essere superiore a 50 mg/dl.

Salmone tagliato a forma di cuore

Molecole dalle funzioni diverse

LDL e HDL svolgono infatti funzioni differenti. Le prime trasportano il colesterolo verso i diversi organi e tessuti dell'organismo, mentre le seconde trasportano quello presente in eccesso nel sangue e lo portano nel fegato, dove viene smaltito. Le LDL in eccesso, accumulandosi nel sangue, possono promuovere l'aterosclerosi. Infatti depositandosi sulle pareti dei vasi sanguigni queste molecole contribuiscono alla formazione delle tanto temute placche che possono ostacolare il flusso del sangue fino a causare eventi cardiovascolari. Agendo come “spazzine” le HDL aiutano invece a mantenere bassa la colesterolemia. Per questo devono raggiungere almeno un livello di 50 mg/dl, per ridurre il rischio cardiovascolare.

Un aiuto dall'alimentazione

Cercare di aumentare il colesterolo buono è quindi una buona strategia per proteggere la salute dei vasi sanguigni e del cuore. Un aiuto può arrivare anche dall'alimentazione. Infatti il consumo di alcuni cibi è stato associato a livelli di HDL più elevati. Fra gli alimenti da scegliere sembra essere incluso l'olio di oliva. Studi condotti all'Università di Barcellona suggeriscono infatti che i suoi grassi aiutino a migliorare l'attività antinfiammatoria delle HDL [1].

Altri cibi possono invece aiutare a migliorare il rapporto tra LDL e HDL. Si tratta, in particolare, della frutta secca, di alcune varietà di pesce e di altri alimenti ricchi di acidi grassi omega 3 [2,3]. Questi nutrienti sono stati associati anche a un miglioramento del metabolismo delle HDL , con conseguente aumento della forma che esercita l'effetto maggiormente protettivo [4]. Fra le fonti migliori di omega 3 sono inclusi il salmone, le sardine, le noci e i semi di lino.

1. Fernández-Ávila C, Montes R, Castellote AI, Chisaguano AM, Fitó M, Covas MI, Muñoz-Aguallo D, Nyyssönen K, Zunft HJ, López-Sabater MC. Fast determination of virgin olive oil phenolic metabolites in human high-density lipoproteins. Biomed Chromatogr. 2014 Nov 26.

2. Yanai H, Katsuyama H, Hamasaki H, Abe S, Tada N, Sako A. Effects of Dietary Fat Intake on HDL Metabolism. J Clin Med Res. 2015 Mar;7(3):145-9.

3. Tey SL, Delahunty C, Gray A, Chisholm A, Brown RC. Effects of regular consumption of different forms of almonds and hazelnuts on acceptance and blood lipids. Eur J Nutr. 2015 Apr;54(3):483-7.

4. Jain AP, Aggarwal KK, Zhang PY. Omega-3 fatty acids and cardiovascular disease. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2015 Feb;19(3):441-5.

I contenuti diffusi dal sito Danacol e i risultati dei test proposti hanno valenza generica: la valutazione di situazioni di rischio cardiovascolare non può prescindere dal parere del proprio medico.

logo_footer_actimellogo-activia_newmondo_danonelogo-danacol-footerlogo_danette_footerlogo_footer_smLogo Vitasnella di Danonelogo_footer_yoothie