Esercizio fisico, tutti gli effetti sul rischio cardiovascolare

Ridurre il proprio rischio cardiovascolare significa contribuire attivamente alla prevenzione di gravi problemi di salute, inclusi l’infarto, l’ictus, l’ipertensione, il diabete di tipo 2 e la sindrome metabolica. L’esercizio può aiutare a farlo, indipendentemente dall’età e da quanto si pesa. Per di più a trarne vantaggio non è solo chi gode di buona salute, ma anche chi ha già a che fare con qualche problema a cuore e arterie.
Immagine che rappresenta l'attività fisica

Un rimedio senza effetti collaterali

I benefici dell'attività fisica derivano soprattutto dal suo impatto sui cosiddetti fattori di rischio cardiovascolare. Secondo uno studio pubblicato nel 2007 sulla rivista Circulation1 tra tutte le possibili strategie che possono aiutare a ridurre questi fattori fare esercizio è quella dal maggior impatto. Per di più per poterne trarre degli effetti positivi non è necessario apportare cambiamenti eccessivi: anche modeste variazioni dei fattori di rischio sono sufficienti a ridurre la probabilità di avere a che fare con problemi cardiovascolari come l'infarto e l'ictus. Se, poi, l'intensità dell'esercizio è adeguata alle condizioni di salute di chi lo pratica, questo rimedio può essere considerato privo di rischi.

Così il sangue scorre meglio

Dal punto di vista del cuore e delle arterie, fra i principali benefici dell'attività fisica è altresì inclusa la possibilità di aumentare i livelli di HDL, il colesterolo “buono” che non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 50 mg/dL. Ma non finisce qui. L'attività fisica aiuta infatti anche a ridurre i livelli di trigliceridi, ad aumentare la fibrinolisi – il processo che controbilancia la coagulazione del sangue – e a migliorare i livelli di omocisteina – una molecola che se presente in eccesso aumenta il rischio cardiovascolare. Inoltre l'esercizio promuove il buon funzionamento del tessuto che riveste l'interno dei vasi sanguigni, riduce l'infiammazione delle arterie e migliora la pressione sanguigna.

Questi effetti diretti sul sangue e i vasi sanguigni favoriscono una buona circolazione, riducendo così il rischio cardiovascolare. L'attività fisica esercita però anche degli effetti indiretti. In particolare, contribuendo al controllo del peso riduce il rischio di obesità e quello di diabete di tipo 2, entrambe condizioni pericolose per la salute di cuore e arterie.

Uno sforzo minimo

Secondo lo studio pubblicato su Circulation i benefici a lungo termine dell'esercizio incominciano ad essere evidenti quando si bruciano almeno 600 chilocalorie a settimana, una quantità di energia che può essere spesa praticando circa 2 ore di attività fisica di tipo aerobico ad intensità moderata, cioè tale da aumentare la frequenza cardiaca e quella del respiro senza però impedire di parlare tranquillamente.

L'attuale consiglio degli esperti non si discosta molto: garantirsi almeno 5 volte alla settimana 30 minuti di esercizio ad intensità moderata, praticato anche semplicemente facendo delle camminate a passo svelto. Nessuna scusa, insomma, è giustificata: per ridurre il rischio cardiovascolare con l'esercizio non è necessario essere atleti e tutti possono ambire a farlo.

1. Mora S, Cook N, Buring JE, Ridker PM, Lee IM. Physical activity and reduced risk of cardiovascular events: potential mediating mechanisms. Circulation. 2007 Nov 6;116(19):2110-8.

I contenuti diffusi dal sito Danacol e i risultati dei test proposti hanno valenza generica: la valutazione di situazioni di rischio cardiovascolare non può prescindere dal parere del proprio medico.

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