Le cattive abitudini che contribuiscono ad alzare il colesterolo

Spesso il colesterolo alto è una questione di stile di vita. Infatti, le cattive abitudini di tutti i giorni possono far alzare i livelli di LDL (Low Density Liproproteins, lipoproteine a bassa densità), anche conosciute come “colesterolo cattivo”, che mettono in circolo il colesterolo sintetizzato dal fegato. Le conseguenze per la salute possono essere molto serie, infatti il colesterolo cattivo in eccesso tende a depositarsi nella parete delle arterie, contribuendo alla formazione delle cosiddette placche aterosclerotiche. Queste, a loro volta, mettono in pericolo la salute cardiovascolare restringendo il lume dei vasi sanguigni e aumentando il rischio di trombosi; il flusso del sangue può essere ostacolato o, addirittura, interrotto, e ci si può ritrovare alle prese con gravi eventi cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus1.

Breake down cigarette.Quitting from addiction concept.

Una questione di dieta

La prima cattiva abitudine che può portare a queste conseguenze riguarda l'alimentazione. Capita, infatti, che non si faccia attenzione al tipo di nutrienti che si mettono nel piatto. In particolare, si può rischiare di mangiare troppi di quei lipidi considerati nemici della salute proprio perché fanno aumentare il colesterolo cattivo: i grassi saturi e i grassi trans. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il colesterolo presente negli alimenti ha un impatto meno significativo sulla colesterolemia rispetto ai grassi saturi. Ciò non significa che eccedere con cibi ricchi di colesterolo sia una buona abitudine, tuttavia molta più attenzione va prestata al consumo di grassi saturi che deve mantenersi inferiore al 10% delle calorie totali2.

Mangiare molte carni grasse (oppure non fare caso al grasso visibile in una bistecca magari preferendo addirittura le carni che ne sono ricche) è una delle cattive abitudini che, portando al consumo di quantità elevate di grassi saturi, può far alzare il colesterolo nel sangue. I cibi di cui limitare il consumo sono però anche altri, ad esempio alcuni formaggi, il burro, la panna e anche alcuni prodotti di origine vegetale, spesso ricchi proprio di grassi saturi. Anche chi eccede con i prodotti da forno deve porre attenzione alla loro composizione nutrizionale: al loro interno possono infatti nascondersi i grassi trans, capaci come i grassi saturi di far aumentare il colesterolo cattivo. Per lo stesso motivo non si dovrebbe credere che sostituire il burro con la margarina, che può contenere acidi grassi trans, sia necessariamente una scelta salutare. Consigliabile invece consumare acidi grassi mono e polinsaturi includendo nella dieta alimenti che ne siano ricchi, come, ad esempio l’olio extravergine di oliva, e il pesce azzurro. Importante anche il consumo giornaliero di almeno 5 porzioni di frutta/verdura e 6 di cereali.

Gli altri fattori in gioco

Un'altra cattiva abitudine da non sottovalutare è l'inattività fisica. Anche per questo è importante mantenersi fisicamente attivi: una media di 40 minuti di attività aerobica di intensità moderata-vigorosa praticata 3 o 4 volte a settimana potrebbe aiutare a ridurre il colesterolo3. Non bisogna inoltre dimenticare che anche un consumo eccessivo di alcolici può far alzare il colesterolo4. Per questo ci si dovrebbe limitare ai 2 bicchieri al giorno ammessi nel caso degli uomini e all'unico concesso alle donne e nella terza età, tenendo presente che quando si parla di “bicchiere” si intendono 125 ml circa di vino, 330 ml di birra e 40 ml di superalcolici5,6. Infine, il fumo: oltre a far aumentare il colesterolo totale e quello “cattivo” sembra ridurre il colesterolo “buono”7; inoltre, può danneggiare le arterie e causare danni cardiovascolari8.

1.Badimon L, Vilahur G. LDL-cholesterol versus HDL-cholesterol in the atherosclerotic plaque: inflammatory resolution versus thrombotic chaos. Ann N Y Acad Sci. 2012 Apr;1254:18-32.
2.Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) - Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN): LIPIDI.
3.American Heart Association. American Heart Association Recommendations for Physical Activity in Adults.
4.Centers for Disease Control and Prevention. Preventing or Managing High Cholesterol: Healthy Living Habits.
5.Ministero della salute. Alcol.
6.Ministero Politiche agricole e forestali, INRAN. Linee guida per una sana alimentazione italiana. Febbraio 2013.
7.He BM, Zhao SP, Peng ZY. Effects of cigarette smoking on HDL quantity and function: implications for atherosclerosis. J Cell Biochem. 2013 Nov;114(11):2431-6.
8 American Heart Association. Smoking: Do you really know the risks?

I contenuti diffusi dal sito Danacol e i risultati dei test proposti hanno valenza generica: la valutazione di situazioni di rischio cardiovascolare non può prescindere dal parere del proprio medico.

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